Basic Istinct


Regia: Paul Verhoeven
Script: Joe Eszterhas
Attori: Michael Douglas, Sharon Stone and George Dzundza

Trama: La rockstar Johnny Boz viene trovato morto nel suo letto, ucciso con un rompighiaccio. Il detective Nick Curran, che ha un passato di droga ed alcolismo ormai superato, si occupa del caso. I primi sospetti cadono su Catherine Tramell, una bella ed affascinante scrittrice che era stata vista diverse volte in compagnia di Johnny Boz. La psichiatra Beth Gardner, che è anche l'ex ragazza di Nick, scopre che il delitto di Johnny è identico ad uno descritto in uno dei romanzi della Tramell...



Kim Novak di Vertigo e soprattutto Grace Kelly di Caccia al Ladro fanno autocoscienza, si emancipano e vengono fatte reincarnare a forza in una fino ad allora sconosciuta attricetta ormai over 30, tal Sharon Stone, che grazie a un celeberrimo sgranchimento ginecologico diventa finalmente celebre. Il risultato è un film di scarsa qualità, ma di grande successo all'inizio dei postmoderni anni '90 (riempì molte altrimenti languenti conversazioni dell'anno 1992 col fatidico dubbio se la "cosa" fosse davvero visibile). Verhoeven non è De Palma e i ripetuti tentativi di rimando hitchcockiano sono goffi, ma a distanza di 20 anni, scanalando la sera e fermandosi su Iris Mediaset, si può rivederlo con sapida leggerezza solo per ammirare la capacità degli autori di cogliere lo spirito dei tempi che cambiano, vera chiave del film.

Dopo essere stato strapazzato e condotto al decesso da Mrs. Rose nell'omonima guerra, dopo aver subito il pericolosissimo stalking di Glenn Close in Fatal Attraction, il profeta di Wall Street, Gordon Gekko, viene pateticamente circuito da una scaltra e viziatissima milionaria (oltre che provetta psicopatica, ma è un dettaglio), che tra le altre cose nei ritagli di tempo pubblica best seller di giallistica. Ma la cosa peggiore, per quella che è e rimane una delle icone maschili degli anni '80, è il finale: invece di finirlo, la mantide religiosa bionda si fa commuovere dalla sua remissività nel rinunciare al proprio desiderio di paternità, sicché l'arma del (sacrosanto) delitto rimane sotto il letto.
Siamo certi che la mattina dopo il nostro Gekko ammosciato (un'immagine quanto mai attuale dati i disastri finanziari di questi tempi) l'avrà riposta lui in cucina, giustificando dentro di sé l'amata.

In breve: brutto, ma interessante per la storia del costume.

Voto: 5, di affetto per i tempi che furono.


Colin McKenzie

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