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Il Dittatore

Una sana raffica di risate politicamente scorrettissime, ma solo in apparenza. Per liberarsi da tic antirazzisti, femministi, sessual-libertari, e tutto il resto dell’armamentario ideologico incrostato dal conformismo dell’Occidente da esportazione. Ma anche per rendersi conto che il potere è il potere, a Est come a Ovest, e cioè una forma più o meno controllata di arbitrio di pochi su molti. E se non siete d’accordo, vi faccio giustiziare (calma, tanto le sentenze non le eseguono e vi faranno espatriare su un altro sito meno fico di questo).
Colin McKenzie
Voto: 7

Un'escalation di colpi bassi, una sventagliata di mitra su tutto e tutti: donne, Medioriente, Occidente, mondo dello spettacolo, lobby, Israele, Stati Uniti per arrivare a lei, alla più grande messinscena del mondo: la democrazia del più forte. Fastidioso, al punto in cui non puoi trattenerti dal ridere pur comprendendo le mostruosità che escono dalla bocca del dittatore. Satira, signori, satira! E ne sentivamo il bisogno. Comunque, ricordatevelo: la democrazia è un nano da giardino con le ascelle pelose.
Davide Mazzocchi
Voto: 7

 Se non ci fosse stato il bambino deficiente che rideva come un matto davanti a me, sarei stato io l'idiota a fare più casino, morendo dalle risate.
Paolo Delledonne
Voto: 8 sono anni che non rido così

Disturbato dal film Borat sono partito prevenuto per il Dittatore. Se pure troppo ostentato è riuscito a strapparmi delle risate. Formidabile e irresistibile Sacha Baron Cohen il vero film nel film.
Superflower
Voto: 6,5

The Raven: la faccia noiosa del giallo


Da ammiratore di Poe: film bellissimo, entusiasmante, conturbante, ricco di citazioni e colpi di scena.
Peccato solo, che nella mia beata ignoranza, non sono un ammiratore di Poe, e la sua raccolta completa è ancora a prendere polvere sulla mia scarna libreria. Peccato solo che il protagonista, all'inizio simpatico, letterato sbruffone senza vergogna, diventi quasi subito un serioso detective, liquidando così un inizio frizzante. Peccato solo che in un thriller il cattivone di turno abbia a disposizione illimitate risorse, infinite abilità e un'enorme dose di fortuna. Tutte cose che gli permettono di costruire un gigantesco pendolo/ghigliottina, a rapire la bella di Poe sotto gli occhi di tutti a una festa in maschera affollata di poliziotti, a non essere colpito da quella ventina di proiettili sparati contro di lui. Più che un omicida assomigliava di più a un mini "boogeyman" in carne ed ossa. Peccato solo che l'abilità investigativa di Poe e del super detective che lo affianca non permettano loro di avere l'intelligenza necessaria a individuare il cattivo fino all' ultimo minuto: il poeta deduce che il killer è un giornalista da un insignificante particolare e non capisce che quello che ha inseguito, correndo, per tutto il film non può essere il vecchio panzone obeso!

Voto: 4 Non un triller, un tributo a Poe.
Paolo Delledonne

Buried - Sepolto

Buio. Un uomo e la sua bara. Un uomo la sua bara e un telefono cellulare. Una lotta contro il mondo per la sopravvivenza. Questo è Buried.

Film crudo e spietato in cui le massime scene di azione mostrano i tentativi del protagonista di cambiare posizione nella sua tomba (per ben 2 o 3 volte).
Il film non è nient'altro che la preparazione alla grande dipartita. Ma tutto avviene per gradi. Prima Paul urla contro il mondo, lo sfida lo insulta, nell'affanosa ricerca di chi deve dargli la libertà. Subentra la rassegnazione a una morte lenta e spaventosa, la preparazione, appunto, alla dipartita con le telefonate alla madre e alle persone care. Poi le parti si invertono: è il mondo che chiede e ottiene, chiede di tutto e di più ad un uomo ormai sopraffatto e rassegnato alla propria (prematura?) morte. Infine la speranza della liberazione porta il protagonista a combattere fino all'ultima boccata d'aria nell'attesa dei soccorsi che oramai stanno arrivando. Fino all'agoniata libertà (dalla tomba o dalla vita?).

In breve: Film geniale e avvincente, in cui in ogni momento ci si domanda cosa potrà mai succedere ancora in una bara.

Voto: 8
Paolo Delledonne



Underworld: Il risveglio

Questo film ha le stesse aspirazioni di capolavori quali Starship troopers, 10000 BC e Scontro tra titani, solo con più vampiri a popolare il palcoscenico di questa città in fiamme. L'intreccio delle vicende subisce una forte accelerazione di 12 anni portandosi dietro, purtroppo, qualche incoerenza e leggerezza. Le due creature più potenti (Selene e Michael) sono catturate con troppa facilità, mentre la figlia di Selene "invecchia" fino a sembrare una ragazzina di 12 anni. Per esseri immuni al tempo, questa ha tutta l'aria di una forzatura pretestuosa. Così come pretestuoso è tutto il resto del film che consente ai due registi di mostrare sparatorie, inseguimenti e sventramenti tra lycan e vampiri. Delle scene d'azione (confuse e al limite della visibilità umana) due svettano sulle altre: la perdita di controllo della figlia e il tributo che Selene fa ai lungometraggi precedenti, sfondando il pavimento dell'ascensore a colpi di pistola.

Interessante la soluzione del film: non sempre l'essere più forte, ha il predominio, errore in cui è caduto un altro colosso quale Avatar. Dopo aver assistito allo squartamento finale dei due (insulsi) cattivi di questo episodio, l'incoerenza torna a farsi strada nella trama: Michael, ritrovato e scongelato nei laboratori, da buon padre di famiglia abbandona amata e figlia in balia di mostri assetati di sangue. Comportamento strano, quasi sospetto. Ma forse il film non voleva mostrare conflitti interiori, evoluzioni emotive e acrobazie introspettive: si accontentava di ritrarre Selene in quella sua tutina così aderente, e questo è piuttosto piacevole.

Voto: 7 per il viso e per le grazie della Beckinsale
Paolo Delledonne