Buio. Un uomo e la sua bara. Un uomo la sua bara e un telefono cellulare. Una lotta contro il mondo per la sopravvivenza. Questo è Buried.
Film crudo e spietato in cui le massime scene di azione mostrano i tentativi del protagonista di cambiare posizione nella sua tomba (per ben 2 o 3 volte).
Il film non è nient'altro che la preparazione alla grande dipartita. Ma tutto avviene per gradi. Prima Paul urla contro il mondo, lo sfida lo insulta, nell'affanosa ricerca di chi deve dargli la libertà. Subentra la rassegnazione a una morte lenta e spaventosa, la preparazione, appunto, alla dipartita con le telefonate alla madre e alle persone care. Poi le parti si invertono: è il mondo che chiede e ottiene, chiede di tutto e di più ad un uomo ormai sopraffatto e rassegnato alla propria (prematura?) morte. Infine la speranza della liberazione porta il protagonista a combattere fino all'ultima boccata d'aria nell'attesa dei soccorsi che oramai stanno arrivando. Fino all'agoniata libertà (dalla tomba o dalla vita?).
In breve: Film geniale e avvincente, in cui in ogni momento ci si domanda cosa potrà mai succedere ancora in una bara.
Voto: 8
Paolo Delledonne

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