Missione di pace

Avete mai sognato di comporre una squadra di governo post-rivoluzionario per l’Italia, sottoponendola all’approvazione di un Ernesto “Che” Guevara sonnecchioso e distratto, intento a guardare “Il pranzo è servito” di Corrado in TV? E all’Ikea? Dico: avreste mai pensato di poter isolare col Che l’essenza del comunismo passeggiando pigramente per l’Ikea, scoprendo infine che l’utopia Marxista è un ideale inattuabile grazie a una sedia per ufficio Torbiörn, che senza proprietà privata diventerebbe inutilizzabile, dato che nessuno potrebbe legittimamente sedervisi? Ma soprattutto, se siete maschi, che rapporto avete con vostro padre? Spero non competitivo come quello di Giacomo, il giovane protagonista di questa commedia, figlio pacifista di un capitano dell’esercito italiano, in missione nell’ex Jugoslavia alla ricerca di un criminale di guerra, feroce quanto può essere feroce uno che passa il tempo nei boschi a divorare il cuore degli orsi. Ovviamente, il caso vorrà che Giacomo finirà proprio nel bel mezzo delle operazioni militari, per rompere le uova del paniere paterno.
“Missione di pace” è una commedia grottesca esile esile, che gioca col luogo comune del militare italiano inaffidabile e casinista di salvatoresiana memoria, per ricordarci che nel XXI secolo l’ideologia è modernariato pop, che la guerra non può finire mai soprattutto perché si combatte in famiglia e che l’unico nemico degno di questo nome è se stessi.

Voto: 6,5 lampi di farsesca follia
Colin McKenzie


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