Underworld: Il risveglio

Questo film ha le stesse aspirazioni di capolavori quali Starship troopers, 10000 BC e Scontro tra titani, solo con più vampiri a popolare il palcoscenico di questa città in fiamme. L'intreccio delle vicende subisce una forte accelerazione di 12 anni portandosi dietro, purtroppo, qualche incoerenza e leggerezza. Le due creature più potenti (Selene e Michael) sono catturate con troppa facilità, mentre la figlia di Selene "invecchia" fino a sembrare una ragazzina di 12 anni. Per esseri immuni al tempo, questa ha tutta l'aria di una forzatura pretestuosa. Così come pretestuoso è tutto il resto del film che consente ai due registi di mostrare sparatorie, inseguimenti e sventramenti tra lycan e vampiri. Delle scene d'azione (confuse e al limite della visibilità umana) due svettano sulle altre: la perdita di controllo della figlia e il tributo che Selene fa ai lungometraggi precedenti, sfondando il pavimento dell'ascensore a colpi di pistola.

Interessante la soluzione del film: non sempre l'essere più forte, ha il predominio, errore in cui è caduto un altro colosso quale Avatar. Dopo aver assistito allo squartamento finale dei due (insulsi) cattivi di questo episodio, l'incoerenza torna a farsi strada nella trama: Michael, ritrovato e scongelato nei laboratori, da buon padre di famiglia abbandona amata e figlia in balia di mostri assetati di sangue. Comportamento strano, quasi sospetto. Ma forse il film non voleva mostrare conflitti interiori, evoluzioni emotive e acrobazie introspettive: si accontentava di ritrarre Selene in quella sua tutina così aderente, e questo è piuttosto piacevole.

Voto: 7 per il viso e per le grazie della Beckinsale
Paolo Delledonne



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