Tomboy

Regia: Céline Sciamma
Script: Céline Sciamma
Attori: Zoé Héran, Malonn Lévana, Jeanne Disson

Trama: Laure è una bambina di 10 anni. Durante le vacanze estive, la sua famiglia, di cui fa parte anche la sorella Jeanne di 6 anni, si trasferisce in un nuovo quartiere. Inizialmente Laure passa le sue giornate in solitudine, non riuscendo a integrarsi con i nuovi vicini, ma un giorno incontra la coetanea Lisa, alla quale si presenta come un bambino di nome Michael. Grazie ai capelli corti, ai modi da maschiaccio, alla distratta distanza dei genitori (in particolare della mamma), Laure riesce a ingannare Lisa e tutti i bambini del quartiere, mascherando e contraffacendo la sua identità sessuale. Ma quando la relazione tra Laure e Lisa si fa sempre più stretta e intima, la verità verrà a galla, dando vita a una serie di equivoci e complicazioni.

Laure vive in mondo totalmente indefinito che le fa da specchio e che riflette sullo spettatore lo stato d'animo della ragazza. L'ambientazione in cui si sviluppa il film non ha un tempo preciso, sappiamo solo che è estate grazie al sole, ed è priva di un luogo definito, esistono una palazzina, un campo, un fiume, un appartamento, ma niente di più. Questa sensazione è acuita dalla fotografia che propone profondità di campo ridotta (e grandi sfuocature) per tutta la lunghezza del film senza sfociare nell'estetica fine a se stessa. Laure/Michael si muove alla perfezione in questo mondo basato su un'immagine di sé altrettanto indefinita e sfumata. Il tema portante di tutto il film è proprio la ricerca da parte di Laure di un'identità fisica, mentale e sessuale. Un'identità che le sfugge, che non comprende fino in fondo, ma che nemmeno rifiuta. Laure non si sente ragazza e Michael non è un ragazzo. Il film è tutta una ricerca, un'esplorazione di questo campo così affascinante e delicato.

L'altra sensazione che pervade la pellicola è l'inevitabilità della tragedia. Lo spettatore, al contrario di Laure/Michael, sa che prima o poi avverrà qualcosa per cui la protagonista sarà scoperta. Ma più il film si sviluppa più le conseguenze potrebbero diventare devastanti per Laure e per la sua cerchia di amici, Lisa in primis. L'inevitabilità della scoperta crea tensione che raggiunge livelli molto alti, amplificati dagli spettatori in sala. La regista riesce a sciogliere la tensione sui tre quarti del film in modo talmente banale da risultare perfettamente credibile: è l'inevitabilità che si manifesta, finalmente. Da quel momento in poi assistiamo alla mutazione, all'amplificarsi e al risolversi del conflitto interiore di Laure che abbraccia una sua definizione come essere umano e lo fa con un sorriso. Il film, pur con il grande pregio di trattare un argomento delicatissimo in modo intelligente, non finisce di convincere. I personaggi, tolta Laure e la sorella minore, non sono eccezionali. I genitori sono i banali stereotipi di maschio e femmina (la madre, per ribadire il concetto, è incinta), le due vie cha ha di fronte Laure. Il padre sembra di più un'ombra, che una persona. Alcune scene sono tirate, noiose, sterili accompagnate dalle cantilene puerili della sorellina. Altre parti sembrano volutamente provocatorie e altrettanto superflue (il bagno delle due sorelle).

In breve: un'indagine profonda e attenta della pubertà e della scoperta di se stessi e della propria identità calate in un mondo di simboli poco convincenti e personaggi piatti.

Tomboy su IMDB

Voto: 6,5

Davide Mazzocchi

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