
Parigi, la città mutevole e imprevedibile come un acquazzone estivo, fa da teatro all'amore di Gil e Inez, alla saccenza di Paul, all'arrendevolezza di Carol, alla miopia di John. O forse sono solo questi personaggi a fare da comparse sul palcoscenico della città, che attraverso le sue varie incarnazioni, è il vero protagonista del film. Parigi oggi, tappezzata di turisti, Parigi negli anni venti, affollata di artisti, scrittori, pittori, Parigi durante la Belle Epoque, percorsa da carrozze e cavalli. Parigi, la città degli innamorati, proprio come Gil e Inez che stanno per sposarsi, entrambi innamorati di qualcos'altro, lui di un tempo che non esiste più, lei della prosaicità di una vacanza all'estero e dell'arredare casa. Il film ci mostra l'evoluzione della storia tra Gil e Inez attraverso i loro desideri e la magia della città stessa che si mostra ai suoi abitanti con maschere diverse. Il regista riesce, con leggerezza a mostrare tutte queste Parigi mentre racconta il disagio di personaggi che vivono in un tempo che non appartiene loro, intrappolati in situazioni che li logorano e da cui tentano di fuggire.

Nonostante il piccolo dramma vissuto dai protagonisti, da cui in fondo ne escono un po' pesti, Midnight in Paris è una bella fiaba, leggera, ironica, popolata da personaggi con nomi enormi: Fitzgerald, Hemingway, Picasso, Modigliani. Tutti caricaturati, appiattiti nel loro aspetto ironico ma per nulla spiacevoli: piccoli ritratti di grandissime persone, artisti. Zelda che vive il dramma della sua personalità strappata, Scott che la ama follemente, Ernest, brutalmente diretto, teso, tutto sangue e sfida. Personaggi che il protagonista crede (vuole) reali, proiezioni della sua mente, nella Parigi che ama e desidera. Gil è una specie di Cenerentola al contrario: vive la propria vita solo dopo quella mezzanotte che dà il titolo al film. E nonostante viva un'illusione, riesce a trovare la forza per cambiare se stesso nel mondo reale. Il film funziona benissimo e il regista riesce a mantenere credibile questa aria surreale per tutta la durata del lungometraggio. La fotografia, calda, avvolgente dell'inizio si protrae per tutto il film regalando un'atmosfera accogliente. La colonna sonora azzeccatissima fa muovere lo spettatore al ritmo del charleston.
In breve: una fiaba moderna, ironica e velatamente amara che cattura lo spettatore e omaggia, in modo scherzoso, una città e le sue mutevoli incarnazioni.
Voto: 7,5
Davide Mazzocchi
Regia: Woody Allen
Script: Woody Allen
Attori: Owen Wilson, Rachel McAdams e Kathy Bates
Trama: Gil e la sua fidanzata Inez sono in vacanza a Parigi con la famiglia e con due amici in cui si sono casualmente imbattuti. Gil è uno sceneggiatore di successo che, stanco della vita e del mondo di Hollywood, si prende una vacanza per trovare l'ispirazione necessaria a completare il suo primo romanzo, compito in cui viene scoraggiato costantemente da Inez e dagli altri amici, che sminuiscono le sue aspirazioni letterarie e ritengono pragmaticamente la carriera di sceneggiatore preferibile a quella di scrittore.
Rimasto solo una notte a passeggiare in solitudine nella notte parigina, gli si accosta una vecchia automobile con a bordo una comitiva di amichevoli sconosciuti che gli offrono un passaggio, che egli accetta volentieri. L'aspirante scrittore, si ritrova così trasportato nella Parigi dei ruggenti anni Venti (les années folles della Francia), una clima storico e culturale che egli ama fino all'idolatria, a tal punto da ambientare in questo momento storico il suo romanzo. Nella sua permanenza negli anni Venti, Gil incontra celebri scrittori e artisti da lui molto ammirati, come Ernest Hemingway, Francis Scott Fitzgerald in compagnia di Zelda, Gertrude Stein e Salvador Dalí, da cui riceve consigli di scrittura e di vita e una serie incredibile di altri personaggi, Pablo Picasso, Henri Matisse, T. S. Eliot, Luis Buñuel, il torero Juan Belmonte, Man Ray, Cole Porter.
Così, mentre vive in quella che considera l'Età dell'oro, si innamora di Adriana, già compagna di Picasso e Modigliani: i due subiscono lo stesso incanto e si ritrovano proiettati nel Maxim's della Belle Époque, l'epoca vagheggiata da Adriana come la sua età dell'oro, in cui incontrano Toulouse-Lautrec , Paul Gauguin, Edgar Degas: Gil scopre che il vagheggiamento di un “glorioso passato ormai perduto” è un'aspirazione ricorrente nell'animo umano, in tutte le epoche storiche, quando si preferisce guardare nostalgicamente a un passato romantico, piuttosto che accettare la banalità del presente o guardare con incertezza al futuro. Lasciata Adriana, oggetto di qual fugace incontro amoroso, a vivere la sua età dell'oro, si ritrova solo di notte su un ponte sulla Senna: il reincontro con una ragazza parigina conosciuta al mercato delle pulci, la scoperta del comune amore per le notti parigine a piedi sotto la pioggia, lo risolverà all'accettazione del suo presente.