Fosse stato per la locandina e soprattutto per il titolo, questo film non mi sarei mai sognato di andarlo a vedere. Possiamo aprire un mondo fatto di polemiche e insulti, ma sarebbe sterile decretare l'idiozia globale, quindi mi asterrò. All Good Things, questo il titolo originale (e sensato, altamente sensato) prende spunto da fatti realmente accaduti tra gli anni '70, '80 e 2000, ma si riferisce in particolare al negozio di alimenti biologici che David e Katie aprono in Vermont e che chiudono poco tempo dopo in favore dell'attività di immobiliarista di lui.
Tutto quello che i due avrebbero potuto costruire insieme, tutte le cose buone, la famiglia, gli amici, la vita, i figli possibili, sono spazzati via dal cemento, dagli affitti, dalla prostituzione e da altre prodezze finanziarie della famiglia Marks. È questo in definitiva il senso del film. La faccenda evolve e se all'inizio sembra di vedere A Beautiful Mind (la parte in cui lei si prende cura di lui soffrendo come pochi), la piega che prende nella seconda parte assomiglia di più al Talento di Mr Ripley o a Match Point. Ma in definitiva non è la brutta copia dei titoli citati: vive di vita propria, è completo, strutturato, mai banale.
Ansiogeno. Definizione passata su Twitter. Lo è, verissimo. Perché ci sono parti che uccidono lo spettatore: la freddezza di lui mentre dà di matto, la consapevolezza però che lui è malato (in mano a una schiera di psichiatri fin da piccolo), la lucidità di un assassino, l'organizzazione di un manager. Tutto questo è David, dietro la maschera dell'ottimo Gosling. Se vogliamo portare il discorso ancora oltre c'è la parte in cui un David ormai attempato si camuffa da donna e "sparisce". La maschera della maschera della maschera. Fino a che punto si può non conoscere una persona? È il dramma di Katie. Tutte le ottime cose che i due avrebbero potuto fare insieme, anche banalmente vivere, non si realizzeranno mai, nessuna sliding door, nessuna pietà, niente, il vuoto riflesso negli occhi di David. Tutti pensieri attuali, senza tempo, indagati in modo elegante.
Da vedere, ma preparati: non è un commedietta rosa lacrimosa e iperglicemica, è un dramma completo.
Voto: 7
Davide Mazzocchi



Nessun commento:
Posta un commento