Melancholia è un pianeta, un simbolo, una sensazione talmente potente da riuscire ad annullare qualunque cosa, anche la più ferrea volontà, la felicità più sconfinata, l'innocenza e la sicurezza. È questo il messaggio che sta alla base del lungometraggio. La malinconia, quella sensazione di profonda e inspiegabile tristezza arriva, non esiste una via d'uscita. Ci si può pure illudere di essere al sicuro, che andrà a finire bene, ma non è così. La malinconia divora dall'interno tutti i sentimenti, le emozioni e il raziocinio delle persone riducendole in polvere. È questa l'evoluzione di tutti i personaggi (animali compresi) del film di von Trier. Surreale e per questo altamente simbolico, si sviluppa con unità di luogo per tutte le due ore, divise nettamente nelle due parti che lo compongono. Tre a dire il vero, dato che l'inizio, apparentemente avulso dal contesto è una perla di narrazione. Con le fotografie iniziali, il regista riesce e portare lo spettatore, a livello inconscio, al pari della protagonista, Justine, dando un senso compiuto a tutto il film.
Tecnicamente il film è pregevolissimo. La fotografia convoglia un senso di equilibrio che è talmente in contrasto con i personaggi e le situazioni da risultare azzeccattissima. Le luci sono dosate con sapienza e creano un senso di divisione, tra il presente e il futuro prossimo (freddo, senza vita, azzurro). Le riprese negli interni, con cinepresa a mano e messa a fuoco molto ballerina, rafforzano il senso di disagio e precarietà avvertito dallo spettatore.
In breve: Esteticamente intrigante e mai banale, Melancholia riesce a rapire lo spettatore convogliando però un messaggio forse scontato e lapidario.
Voto: 7
Davide Mazzocchi
Regia: Lars von Trier
Script: Lars von Trier
Attori: Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg e Kiefer Sutherland
Script: Lars von Trier
Attori: Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg e Kiefer Sutherland
Trama: Il film è diviso in due parti e ruota attorno al rapporto conflittuale tra due sorelle, molto diverse tra loro, mentre la Terra è minacciata da una catastrofe, per l'imminente collisione con il pianeta Melancholia.
Prima parte: "Justine"
Justine (Kirsten Dunst) è una ragazza all'apparenza allegra, fresca di matrimonio, che raggiunge in limousine una lussuosa villa nella quale si sta svolgendo il ricevimento. Con il passare del tempo tuttavia la ragazza dà segno di avere evidenti turbe psichiche e il matrimonio diventa per lei una tragedia: prima si isola in camera, poi tratta in malo modo il marito (Alexander Skarsgård) che cerca di starle vicino, lo tradisce facendo sesso con il suo nuovo collega di lavoro nel campo di golf adiacente alla villa ed infine si licenzia insultando il suo datore di lavoro. A fine serata, il marito decide di andarsene; Justine cerca conforto nei genitori (divorziati), ma sia sua madre (una donna incapace di provare sentimenti), che suo padre (un anziano latin lover) si dimostrano egoisti e menefreghisti nei suoi confronti; l'unica in grado di starle vicino è la sorella Claire, che la mattina successiva la accompagna per un giro a cavallo. Durante la cavalcata Justine guarda il cielo e si accorge che una stella, Antares, è misteriosamente scomparsa.
Seconda parte: "Claire"
Claire (Charlotte Gainsbourg), decide di ospitare la sorella Justine, ormai in forte crisi depressiva, nella villa in cui vive insieme al marito John (Kiefer Sutherland) e al figlioletto Leo. Nel frattempo la Terra viene minacciata da Melancholia, un pianeta dieci volte più grande, che dopo aver offuscato Antares si dirige a forte velocità verso il nostro pianeta. John, un appassionato di astronomia, rassicura la moglie che Melancholia passerà solo vicino alla Terra, senza colpirla. Tuttavia cominciano a verificarsi le prime anomalie: i cavalli si imbizzarriscono, ci sono strani eventi atmosferici (neve con temperature estive), il campo elettromagnetico terrestre dà segni di cedimento (non c'è più energia elettrica) e l'aria diviene rarefatta. John, resosi conto dell'inevitabilità dell'impatto, si suicida con delle pillole. A questo punto è Claire a soffrire di crisi depressive, e cerca conforto nella sorella Justine, che nel frattempo ha superato le sue. Justine e il nipotino Leo costruiscono con dei paletti di legno un rifugio immaginario (la "grotta magica"), aspettando la collisione imminente. I tre vi entrano e si tengono la mano, mentre Melancholia colpisce la Terra, distruggendola.



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