Vai al cinema e così per gradire ti sparano un paio di trailer per farti ingolosire. Lecito e francamente azzeccato. Questo Young Adult io me l'ero quasi dimenticato, ma poi parlandone il pomeriggio prima della visione mi è tornato in mente: Charlize Theron allo sbando con la tutona inguardabile che decide di riportarsi a casa l'ex dei tempi del liceo. Poi una Charlize in grande spolvero e che fa la matta nel bar. Pensi subito che deve essere per forza divertente e ti prepari a qualche risata.
La conferma arriva anche dal sito e dal volantino del cinema: commedia, la didascalia rassicurante. Si va, ma incontro a una realtà molto diversa. Diablo Cody (c'entra con Juno e Jennifer's body, per dire), la firma della sceneggiatura, ci presenta una situazione e dei temi piuttosto diversi dalla commedia. Il personaggio di Mavis riesce a sintetizzare moltissime situazioni: diversità, isolamento, ossessione, legame con il passato, dipendenza dall'alcol, lavoro creativo, intelligenza, gusto. Un personaggio riuscitissimo che riesce a stregare lo spettatore nonostante non sia esattamente positivo. Durante la proiezione si arriva anche ad augurarle di riuscire nell'impresa di ricrearsi una vita con Buddy, almeno per la soddisfazione di vedere Mavis veramente felice almeno una volta.
Inutile dire come tutto quanto venga frustrato giorno dopo giorno. Mavis si scontra con qualcosa che non è più in suo potere, che è lontano ma allo stesso tempo solido come la roccia. Legami famigliari indissolubili, luoghi e situazioni modellati dal tempo e dalla consuetudine, amori e persone semplici che conducono vite banali fatte di birra cattiva e musica, se possibile, anche peggiore sparata a un volume risibile dentro al solito diner di provincia. Un mondo che per Mavis non aveva senso di esistere quando se n'è andata e a maggior ragione adesso ma che la sta ferendo ancora in modo così profondo.
Un film amarissimo che fa ricordare a tratti lo stupendo This must be the place e reso dolce da quel velo di speranza che si intuisce nel finale.
Voto: 8
Davide Mazzocchi
Un film che parla della crudeltà dell'adolescenza, del suo riverbero perenne e irredimibile, della necessità di ravvivarla anche in chi è adulto, a costo di sembrare pazzi, per non lasciarsi omologare nella noia e nella mediocrità.
Voto: 7
Colin McKenzie



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