The Mill and the Cross, tradotto letteralmente Il Mulino e la Croce, presentato al Sundance 2011, passa in Italia con il titolo generico I Colori della Passione. Già un altro lungometraggio di qualche anno fa ha subito più o meno la stessa sorte: I Colori dell'Anima, dal titolo originale più sobrio (Modigliani). E io un po' ci speravo che questi colori della passione fossero simili a quelli dell'Anima di Amedeo, perché credo che quella sia una delle più belle storie d'amore passate sul grande schermo.
Purtroppo o per fortuna, siamo davanti (anzi dietro) a qualcosa di completamente diverso. Il film parla di un quadro, della sua nascita, degli intenti del pittore e della sua realizzazione. Ma non mostra le tribolazioni di Pieter Bruegel (detto anche il vecchio e interpretato dallo stagionato ma sempre in gamba Rutger Hauer), mostra più che altro come il pittore riesce a comporre in modo allegorico la realtà che lo circonda. Il film, in prevalenza muto, ritrae i personaggi principali che sono presenti ne La Salita al Calvario e lo fa in modo grottesco, proprio in linea con quell'arte fiamminga che ha così folgorato il regista. Ogni personaggio ha una storia ed entra a far parte del quadro generale man mano che il film si svolge. Se all'inizio lo spettatore è quasi stordito da scene che sembrano non avere nè capo nè coda, alla fine si riesce a capire la grandezza e la totalità di un'opera all'apparenza caotica.
Il quadro come oggetto di indagine, come sfondo (letteralmente) del film e come protagonista. I suoni e le parole diventano il contorno di un lungometraggio molto interessante. I dettagli sono studiati per bene, i movimenti di macchina anche, le luci, seppur eccessive, rendono perfettamente l'idea. Intendiamoci, il film non è perfetto e forse pecca di qualche ripetizione, ma il punto di vista è interessantissimo. La spiegazione del pittore coprotagonista lo rende accessibile un po' a tutti. L'ambientazione e la critica storica mettono la ciliegina sulla torta.
Gradevole proiezione che va al di là dell'esercizio tecnico, pur con qualche imperfezione e un po' di pesantezza, rimane un film interessante.
Voto: 7
Davide Mazzocchi



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