A me questo Benoît Peolvoorde (nome che mi dimenticherò tra mezz'ora, purtroppo) sembrava di averlo già visto da qualche parte. Sì, in un mezzo film e su una locandina. Il mezzo film è il penoso Emotivi anonimi che ho tentato di guardare ma che le circostanze zuccherine del film mi hanno impedito di portare a termine. E la locandina è quella di Niente da dichiarare, film che non ho visto, ma che ricordo essere passato al cineforum dalle mie parti.
Quindi, a parte l'aver capito che esiste un monopolio di questo Benoît sulle commedie francofone, non mi è restato che assistere alle imprese sentimentali di questi due. Sì perché di fianco al personaggio di Benoît troviamo Agathe, la glaciale gallerista tutta presa dall'arte, dalla perfezione, dalla solidità della sua vita inesistente. La scena in cui Patrick (l'eccentrico e volgare personaggio maschile) abbatte un muro in casa della bella Agathe è un po' il riassunto di questo film traboccante di ironia, quella sana intendo, quella profonda, quella che ti fa ridere ma che in definitiva è amara. La trama si avvinghia alle vicende famigliari di questi due più i rispettivi figli e compagni. Una trama anche piuttosto semplice che mette proprio in risalto il contrasto all'apparenza invalicabile tra i due personaggi, le loro vite e quello che simboleggiano.
È chiaramente questo il punto di forza del film: seppur molto leggero e godibile con qualche bella volgarità di Patrick, se portato su un piano simbolico risulta interessantissimo. Ce n'è per tutti: società, famiglia, arte, amore, figli, amanti, fratelli. Il messaggio poi pare abbastanza chiaro nel suo elogio alla famosissima via di mezzo tra la granitica e sterile vita di Agathe e l'eccentrica ma fallimentare vita di Patrick. Se le due cose si venissero incontro, sarebbe tutto un altro andare, con un po' di leggerezza e qualche risata in più, la vita, questa cosa orribile che ci portiamo addosso fino all'ora fatale, sarebbe decisamente più sopportabile.
Fresco, simpatico, volgare, profondo, schietto. Ci è piaciuto molto.
Voto: 8
Davide Mazzocchi



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