"Il vero amore è per sempre" e le luci in sala si riaccendono. Mi guardo attorno, siamo pochi ma tutti frastornati, non ci alziamo. Ci vuole un po' prima che il messaggio attecchisca e faccia fiorire qualche pensiero almeno un po' sensato. Si cerca di ripercorrere quelle strade dissestate decorate da scheletri d'albero, avanti e indietro nel tentativo di capire come si è arrivati fin lì. Ma la vera soluzione è che non ce n'è bisogno, la soluzione è sempre stata davanti agli occhi di tutti, solo, qualcuno doveva avere il coraggio di dirlo, che il vero amore è per sempre.
Si cerca di scavare dentro al film, ribaltarlo, sminuzzarlo per comprenderne le parti, per fare ordine, ma ancora non ce n'è bisogno. È fin troppo facile da capire, è questo il punto, non c'è bisogno. Se pensi che anche la trama è ridotta all'osso, i dialoghi, rari, sono addirittura superflui. Se pensi che alla fine la morte è una cosa naturale così come amare una persona, non hai bisogno di metterti lì a pensare a quello che hai visto. Eppure il tentativo lo devi fare. È ancora una volta l'essere umano ad andare in scena, tutto quello che rappresenta e il regista propone un'indagine delle cose più profonde del nostro animo raccontando la sepoltura di una donna, un viaggio di due uomini e le tradizioni di un popolo scomparso, per poi stabilire per sempre che l'amore è eterno.
Siamo tutti frastornati, come non si vedeva dai tempi della proiezione del Faust (prego vedere qui e qui), e abbiamo ragione, proprio perché si possono fare infiniti paralleli con il capolavoro di Sokurov. Due uomini, un viaggio, la vita, la morte, il senso a tutto questo, ma mentre nel Faust è tutto dialogo e annusarsi, qui è il silenzio a dominare. Il silenzio e la distanza. La voce fuori campo ci racconta i dettagli di questo viaggio verso il Volga, ma è il vuoto, lo spazio lasciato dalla morte di una persona a riempire gli occhi dello spettatore. Vuoto geometrico e perfettamente descritto dalla fotografia, vuoto dell'esistenza. Un vuoto che deve essere colmato con qualcosa. L'ultima frase: "il vero amore è per sempre", dà un senso a tutto e con le stesse parole semplici dei due protagonisti colma il vuoto lasciato dal silenzio.
Voto: 8, difficilissimo
Davide Mazzocchi



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