La mente, questo meraviglioso meccanismo che fa compiere cose grandiose, è capace di inibire e bloccare chiunque, anche il pontefice. Habemus papam racconta proprio la storia di un papa così umano da soccombere alla responsabilità e allo stress della carica che sta per ricoprire. Un uomo quindi che riconosce i propri limiti e che tenta di fuggire o quanto meno di capire il perché di quello che gli sta succedendo. Il lungometraggio di Moretti propone l'incontro tra la psicoanalisi e la religione, tra la scienza, l'indagine dell'io e la fede. Nell'ambientazione vaticana purtroppo la psicoanalisi non trova grande spazio di manovra e si scontra con posizioni prese a priori dalla schiera dei cardinali. Mentre l'inizio del film è ottimo, il suo sviluppo fa troppo uso di situazioni al limite, sicuramente simboliche, ma che non portano informazioni allo spettatore. Il torneo di pallavolo tra i cardinali ne è l'esempio lampante. Purtroppo questa scena non funziona nemmeno nella sua interezza, dato che sfocia in un nulla di fatto, in una specie di sconfitta del dottore.
I personaggi che popolano questo film hanno tutti qualcosa in comune: sono intrappolati da qualcosa, che può essere un luogo (lo psicologo rapito), una convinzione (la moglie, psicologa, ancorata a una diagnosi pigliatutto), e il papa, intrappolato dal suo stesso ruolo e da scelte compiute molti anni prima. Delle diverse interpretazioni, la più convincente è quella del papa, personaggio ben caratterizzato che riesce a elevarsi sugli altri. Moretti stesso interpreta un ruolo difficile di cui riesce a mettere in risalto una certa presunzione e leziosità. La moglie, accreditata di essere il secondo miglior psicologo di Roma, risulta poco credibile e contradditoria. Belle alcune figure dei cardinali. La regia è pulita ed essenziale. La fotografia non eclatante è sicuramente funzionale alla narrazione. La colonna sonora accentua molto bene alcune scene.
In breve: un film coinvolgente che mostra il dramma di una persona, punteggiato qui e là da macchiette e siparietti ironici dal retrogusto amaro.
Voto: 6,5
Davide Mazzocchi
Regia: Nanni Moretti
Script: Nanni Moretti, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli
Attori: Michel Piccoli, Jerzy Stuhr e Renato Scarpa
Script: Nanni Moretti, Francesco Piccolo e Federica Pontremoli
Attori: Michel Piccoli, Jerzy Stuhr e Renato Scarpa
Trama: Alla morte del pontefice, si riunisce a Roma il conclave. I primi scrutini si concludono con delle fumate nere, dato che nessuno dei candidati maggiormente favoriti raggiunge il quorum necessario. Dopo alcune votazioni, viene eletto a sorpresa il cardinale Melville.
Al momento della pubblica proclamazione, mentre il cardinale protodiacono sta per annunciare il nome del nuovo papa alla folla dei fedeli riuniti in Piazza San Pietro, il neo eletto ha una violenta crisi di panico e fugge via nello sconcerto generale, interrompendo la cerimonia prima che sia pubblicamente proclamata la sua elezione.
Il portavoce della Santa Sede riesce ad eludere le domande della stampa e le curiosità del mondo intero, riferendo che il nuovo pontefice ha sentito il bisogno di raccogliersi in riflessione e preghiera prima di concedersi al mondo ma che, prevedibilmente, nel giro di poche ore si sarebbe affacciato al balcone per festeggiare assieme ai fedeli l'inizio del nuovo pontificato.
Secondo le leggi della Chiesa, finché il papa non si presenta dinnanzi al popolo sul balcone, la cerimonia di elezione non è conclusa e l'intero conclave non può avere alcun contatto con l'esterno.
Nel frattempo, il collegio cardinalizio, fortemente preoccupato dalla crisi depressiva in cui sembra essere caduto il nuovo pontefice, fa convocare presso la Santa sede lo psicoanalista professor Brezzi.
I cardinali accolgono con diffidenza lo psicanalista, ma consentono comunque che questi possa esaminare il Santo Padre. Brezzi, alla presenza dei cardinali, effettua una seduta analitica su di lui, dalla quale però non emerge nulla di particolare, se non la depressione ed il senso di impotenza che affliggono il pontefice.
Il neo eletto papa, perplesso perché dubbioso di avere capacità e forza tali da poter svolgere i suoi nuovi obblighi, fugge durante una passeggiata. L'intero collegio e il dottor Brezzi vengono quindi confinati in una clausura forzata, durante la quale per ammazzare il tempo i cardinali intraprendono i più svariati giochi, dalle carte a un vero e proprio torneo di pallavolo.
Dopo un periodo di fuga, tenuto nascosto dal portavoce Marcin Raijski che fa credere a tutti che il papa sia nei suoi alloggi raccolto in preghiera, il pontefice si presenterà al cospetto dei cardinali riuniti in consiglio, per annunciare le sue volontà.



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